Da: Corriere del Ticino, 26.03.08, pag 44
L’anima gemella si cerca con la geneticaEsplode negli Stati Uniti il mercato dei test di DNA per trovare affinità elettive
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Da: Corriere del Ticino, 26.03.08, pag 44
L’anima gemella si cerca con la genetica|
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Da: Corriere del Ticino, 29.03.08, pag 19
TRIBUNA LIBERA
NO COMANDANTE, NON ACCETTATE GLI INSULTI!
IGNAZIO MARIA CLEMENTE*
Mi riferisco al commento di Romano Piazzini sul Corriere del Ticino di ieri, 28 marzo, e alle sue conclusioni propense alla tolleranza e all’assenza di provvedimenti in caso di insulti e minacce proferite (nel caso illustrato: da adolescenti) ad agenti di polizia.
Dissento. Il Comandante chiama in causa tre categorie di persone, adducendo che una repressione (anche limitata all’azione legale) si scontrerebbe con l’ira dei genitori, quella dei rispettivi avvocati e non gioverebbe al cittadino di buon senso.
Sono genitore, avvocato e cittadino eppure dico tre volte no all’edulcorazione proposta dal Comandante. La buonistica accettazione dell’insulto non è mai segno di civiltà. Costituisce al contrario – se proviene dall’autorità – una confondente e pericolosa dimostrazione di debolezza, e dunque di potenziale connivenza. Non si insulta né il poliziotto, né il docente, né l’arbitro in campo.
Mi preoccupa il segnale lanciato dal Comandante proprio in un momento in cui la nostra comunità è chiamata ad un doloroso compito di riflessione per i noti fatti di violenza giovanile degli ultimi mesi. Se vogliamo recuperare i valori andati persi occorre andare alla fonte del comportamento deviante e antisociale. Non ha senso intervenire con psicologi e gruppi di lavoro sui fatti di sangue, se lo Stato stesso (che l’agente rappresenta) non dimostra di credere fermamente nella necessità di sradicare sul nascere proprio quegli atti di inciviltà, maleducazione, arroganza e prevaricazione che altro non sono che l’anticamera della violenza fisica.
Il Comandante teme l’intasamento della Magistratura e paventa l’inefficacia di un procedimento penale. Sull’intasamento, non vedo il problema, atteso che l’emanazione di un decreto d’accusa (o di analogo provvedimento nel diritto penale minorile) non richiede un’istruttoria ciclopica. Sull’effetto deterrente, garantisco che per il cittadino avere la fedina penale macchiata ha ancora un peso. Se poi si tratta di minorenni si ha in più l’educativo effetto di coinvolgimento dei genitori, obbligati a riflettere. Il cittadino si sente insicuro e ha bisogno di risposte chiare e adeguate dalle forze dell’ordine. Il genitore deve poter contare sulla solidarietà dello Stato nel momento in cui condanna certe modalità di comportamento.
Lo stesso vale per il corpo insegnante. E se servisse un giro d’orizzonte come cartina di tornasole, basti pensare che nessuno di noi si azzarderebbe a proferire un mezzo «vaffa » a un carabiniere in Italia. No, Signor Comandante, non fatevi insultare. Questo atteggiamento non giova a nessuno, e invece mina l’autostima e la motivazione degli agenti, a livello cantonale come pure comunale. Agenti che vedo più sensatamente impegnati sul territorio nel contenere focolai di delinquenza giovanile che non col taccuino delle multe in mano.
* avvocato, Minusio
Da: La regione, 27.3.08, pag 11
‘È un danno alla coesione nazionale’
I presidenti dei sei partiti ticinesi si appellano al Consiglio federale
Il Consiglio federale intervenga urgentemente presso i vertici delle
Ffs affinché accettino la richiesta di precise garanzie avanzata
dagli operai delle Officine. I sei presidenti dei partiti ticinesi
rappresentati in Gran Consiglio hanno preso carta e penna ed hanno
scritto a Berna una lettera aperta (con copia al Consiglio di
amministrazione dell’ex regia ed ai media) per ribadire quanto grave
sia il danno alla coesione nazionale causato dal piano di
ristrutturazione previsto per lo Stabilimento industriale cittadino.
Giovanni Merlini ( Plr), Giovanni Jelmini ( Ppd), Manuele Bertoli ( Ps), Giuliano Bignasca ( Lega), Pierre Rusconi (Udc)
e
Sergio Savoia (Verdi)
sottolineano come la delicata questione «
abbia portato alla luce un problema che travalica chiaramente il
confronto aziendale, assumendo una valenza politica di dimensioni
significative, che il
Consiglio federale non può non considerare
». La politica è quindi più che mai a fianco delle maestranze. I
presidenti di partito parlano apertamente di crisi sociale e di messa
in pericolo della coesione nazionale. Perché, scrivono al proposito, la
Svizzera italiana «
non può rimanere senza reagire di fronte a scelte che a noi
risultano incomprensibili, sia dal profilo dell’attenzione che la
Confederazione e le sue aziende debbono prestare alla loro presenza su
tutto il territorio nazionale, sia dal profilo delle esigenze
dell’azienda ferroviaria relativamente al suo posizionamento su uno
degli assi europei più importanti
». Un grave danno quello arrecato al federalismo, osservano ancora,
come testimoniato dalla massiccia solidarietà di un Cantone intero e
del Grigioni italiano raccolta dai 420 dipendenti che rischiano di
perdere il loro posto di lavoro. Per Merlini, Jelmini, Bertoli,
Bignasca,
Rusconi e Savoia è necessario «
passare presto ad una vera trattativa sul futuro dello Stabilimento
industriale di Bellinzona, come proposto il 19 marzo dal consigliere
federale Leuenberger dinanzi alle Camere. Per iniziare questo dialogo
sono però necessarie delle garanzie, affinché la trattativa possa
svolgersi in un clima di fiducia reciproca
». Infine l’invito al Consiglio federale: «
Pur consci del fatto che l’attuale contesto giuridico limita i
compiti dell’autorità politica alla definizione degli obiettivi
imprenditoriali delle Ffs
– affermano i sei presidenti di partito –,
lasciando all’azienda, quindi al suo Consiglio di
ammini-strazione, le scelte operative, vi chiediamo di voler
intervenire sugli organi aziendali affinché accettino le richieste di
garanzia avanzate dai lavoratori durante l’incontro del 24 marzo, già
ridimensionate rispetto a quanto chiesto in partenza
».
" La Giustizia familiare è una culla di illegalità e sopraffazione: la famiglia è un'isola che il Diritto dovrebbe solo lambire, ma a cui la giurisprudenza impone regole che la lasciano in balia del più criminale fra i due genitori.
Sull'"interesse" del minore alligna un sistema autoreferenziale che ne gestisce il disagio attraverso regole destinate a perpetuarlo ricorsivamente
IL SISTEMA SOCIOGIUDIZIARIO CHE GESTISCE IL CONFLITTO CONIUGALE E' UN SISTEMA ABUSANTE DEI MINORI "
" L'ARTE DELL' "ANDARE OLTRE" IL MOBBING GENITORIALE. UNA IMPRESA IMPOSSIBILE MA DA PERCORRERE PER MANTENERE NEL TEMPO IL RAPPORTO CON I PROPRI FIGLI E GARANTIRE LORO UN MODELLO DI SOLIDITA' E STABILITA' "
" Le patologie che insorgono nel genitore mobbizzato dall'ex partner che vuole espropriarlo, a fini di vendetta o di vantaggio economico, della sua genitorialità e dei rapporti con il figlio. Il danno che ne consegue, un danno psicologico e fisico spesso non indifferente, deve diventare uno dei danni risarcibili in sede legale. Il mobbing genitoriale è responsabile di un numero imponente di patologie che possono arrivare fino al prodursi di eventi omicidiari e suicidiari. Fermate questa strage. "
dichiarazioni del DR Gaetano Giordano su http://mobbing-genitoriale.blogspot.com/
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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.
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