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Lausanne, 26 septembre 2009
 
Partant de la responsabilité des parents, le bien de l’enfant est au centre de la convention parentale. Les aspects suivants devraient être réglés: la responsabilité des parents, le garde effective, le partage du travail et l’entretien de l’enfant. Outre le bien de l’enfant, il s’agit de rendre visible le travail de soins non rémunéré et de promouvoir des modèles familiaux égalitaires.
Par ailleurs, lors de cette conférence, Anita Thanei, conseillère nationale, a exposé les lacunes encore existantes dans le droit de divorce actuel qu’elle rencontre dans son activité professionnelle d’avocate. Ainsi, une réglementation harmonisée pour l’aide à l’encaissement des pensions alimentaires manque et les montants de ces pensions alimentaires a une tendance fâcheuse à la baisse. Ce que pousse la majorité des mères élevant seules leurs enfants dans l’indigence. L’autorité parentale conjointe d’office ne règle qu’une toute petite partie dans ce domaine et ne peut être mises en oeuvre sans que les autres révisions indispensables soient attaquées de front. On ne peut laisser de côté la réalité vécue de la majorité des familles monoparentales dirigées par les femmes. C’est la raison pour laquelle les Femmes socialistes suisses s’engageront également pour le traitement équitable en cas de déficit lors d’un divorce, la révision de la compensation de la prévoyance professionnelle et de l’harmonisation du recouvrement et versement des avances de pensions alimentaires.
 
Firmate la petizione online indirizzata agli On. Granconsiglieri ticinesi a favore della mozione "Pari opportunità... anche per i padri" collegandovi al link sottostante del sito www.petizionionline.ch, che verrà a tempo debito inviata con allegate le liste dei cofirmatari ai 90 Granconsiglieri in carica.

http://www.petizionionline.ch/petizione/mozione-pari-opportunita-anche-per-i-padri/18
 
Grazie per la vostra firma, grazie il vostro sostegno.

Da: RSI Rete Due, lunedì, 14 febbraio 2011 ore 11:35 (ascolta la trasmissione radiofonica)
Albert Anker, Grossvater erzählt eine Geschichte, 1884
All’inizio del XXI secolo sembra che, nella nostra società occidentale, la famiglia stia attraversando una profonda crisi: i matrimoni diminuiscono e diventano più tardivi; aumentano le famiglie di fatto; cala il numero dei figli e aumenta il numero di quelli naturali; cresce il numero delle separazioni e dei divorzi. In breve, la famiglia coniugale ha perso importanza lasciando spazio ad altri tipi di famiglia, come la famiglia allargata o la famiglia di fatto, fondata non su un vincolo religioso- giuridico ma solo sull’amore. Ma davvero la famiglia sta scomparendo?Davvero la crisi è irreversibile? O non sembra più grave di quanto sia effettivamente a chi ha vissuto il modello famigliare borghese composto da una sola unità coniugale con pochi figli che secondo alcuni studiosi sarebbe esistito soltanto nella seconda metà del Novecento? Ne discutono, al microfono di Brigitte Schwarz, Simon Teuscher, ordinario di Storia medievale all’Università di Zurigo; Sandro Guzzi-Heeb, insegna storia moderna nelle Università di Losanna e Berna; Luigi Lorenzetti, responsabile Laboratorio di Storia delle Alpi all’Università della Svizzera italiana.
Commento Papageno
Interessante sociologicamente! La questione è però ben più ampia e profonda di così, specialemnte per le conseguenze psico-fisiche-affettive dei minori, tutelati da nessuno, comunque assai meno che la loro "madre", idolo intoccabile, divintà splendente, perfetta, ineguagliabile perfino in sogno, alla quale tutti, minori compresi, devono inchinarsi.
LA 1, mercoledì 9 febbraio 2011, ore 19:35
 

Un padre di 46 anni fugge da Losanna con le sue gemelline, si suicida in Puglia, e delle figlie non se ne sa più nulla.
Un altro di 50 anni scompare da Neuheim, nel canton Zugo, insieme coi due figli di 7 e 10 anni: diretti a un centro commerciale non sono più tornati a casa. La polizia non esclude un rapimento.
Cosa si nasconde dietro questi padri che non reggono più una situazione famigliare difficile, un divorzio che li ha lacerati, un rapporto che non riescono più a gestire? Quali conseguenze ricadono sui figli, vittime inconsapevoli di queste situazioni?
Ne parlano Pietro Vanetti, dell’Associazione genitori non affidatari, e Marco Schiavi, psichiatra e psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza.

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Commento Papageno:

Trasmissione senz'altro costruttiva e positiva. Tuttavia, rimaniamo perplessi dal Dr Schiavi (un esperto nel settore): le sue affermazioni ci appaiono deludenti, rigide, iper-prudenti, iper-diplomatiche, riuscendo lo stesso ad affermare che il sistema DEVE affidare il figlio ad UNO dei due genitori, il che è evidentemente portatore di molti mali presenti e futuri. L'autorità parentale congiunta è di assai limitata importanza pratica, disattesa regolamente dalla madre ma senza alcuna conseguenza pratica per lei, che tranquillamente ed impunemente non informa, non condivide scelte e decisioni importanti che riguardano l'educazione e la cura dei figli che tratta come se fossero di sua proprietà. È invece l'affido paritetico ad essere fondamentale ed essenziale allo sviluppo psico-fisico-sociale e spirituale dei figli ed all'attenuazione delle difficoltà fra ex-partner! Lo dicono molti studi in merito. Ma chi li conosce o vuole consoscere? Chi li legge o vuole leggerli? Chi ne tiene o vuole tenerne conto? A giudicare dagli esiti della nostra giurisprudenza, né i giudici né tantomeno gli esperti in materia: nessuno!

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