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Da: CdT 18.11.11 pag 9

L'INTERVISTA ■ I GENITORI NON AFFIDATARI 
I genitori rimangono genitori per sempre
 

 «Abbiamo costituito nel 2005 questa associazione - ci ha spiegato il presidente dell'Associazione genitori non affidatari Rodol fo Novena -al di là di tutti i problemi che ci sono principalmen te proprio per riuscire ad ottenere l'autorità parentale congiunta. Non averla infatti significa non essere più niente per i figli, non aver più la possibilità di decidere per le loro cose importanti. Ovvio che siamo molto soddisfatti della decisione del Consiglio federale: siamo giunti proprio a quello che ci eravamo prefissi sei anni fa. L'autorità parentale congiunta rispecchia il principio della bigenitorialità: i genitori rimangono genitori per sempre; si può divorziare, separarsi, partire... ma i figli restano sempre figli. I padri e le madri devono perciò mantenere entrambi le loro responsabilità, altrimenti uno dei due rischia di abdicarvi. Una situazione non ideale proprio per i figli. Simonetta Sommaruga, che avevamo incontrato in una tavola rotonda, ha pure recepito la nostra proposta di scindere il discorso dell'autorità parentale da quello degli alimenti, ciò che ha permesso di accelerare la decisione».R.B. 

 

L'INTERVISTA ■ LE FAMIGLIE MONOPARENTALI 

Sarebbe meglio introdurre l'obbligo della mediazione 
 «L'autorità parentale congiun ta - ci ha spiegato la vicepresiden te dell'Associazione ticinese delle famiglie monoparentali e ricosti tuite Serena Giudicetti -in linea di massima ci pare una buona co­sa, poiché mette il genitore non af fidatario nelle migliori condizio ni di esercitare la sua autorevolez za nelle decisioni che riguardano i figli. Ci sembra positivo che ven ga affermato giuridicamente e isti­tuzionalmente il principio che «non è un bene per nessuno, so prattutto non lo è per i minori, che i genitori si facciano la guerra». Ma sull'attuazione pratica abbiamodei dubbi: in effetti nel caso in cui uno o entrambi i coniugi manten gano una conflittualità molto al ta non riconosciamo soluzioni pratiche in grado di intervenire in modo sistematico e uniforme. L'autorità parentale congiunta ri­schia insomma a sua volta di esse re uno strumento di ricatto. Me glio sarebbe a nostro avviso per quei coniugi che non riescono da soli a trovare soluzioni condivise rendere la mediazione obbligato­ria, potenziando i centri di media zione e tutte quelle strutture pub bliche o di servizi riconosciuti uti li a risolvere i conflitti».R.B.

 

Lo scorso mese di giugno 2011, il giudice tedesco Jürgen Rudolph è stato invitato dalle associazioni AGNA (associazione dei genitori non affidatari) e Associazione delle “famiglie monoparentali e ricostituite” (ATFMR) a esporre la Cochem-Praxis, una rivoluzionaria prassi giudiziaria per risolvere i problemi legati al divorzio sviluppata nella piccola cittadina tedesca di Cochem nella Renania-Palatinato. Almeno un migliaio di inviti sono stati distribuiti agli operatori del settore famiglia, pretori, avvocati, tutori, educatori psicologi,  ecc. Pochi i presenti, ma alcune persone importanti della politica famigliare locale c’erano comunque, tra cui il pretore Matteo Pedrotti (unico a trattare esclusivamente il diritto di famiglia), l’avv. Alessia Paglia (Ufficio vigilanza sulle tutele) e Roberto Sandrinelli, capostaff del settore famiglie e minorenni del Ticino. Tra i presidenti di tutoria abbiamo incrociato anche la signora avvocato Flavia Marone di Bellinzona. Pochi ma buoni?

L’esposizione del prof. Rudolph è durata meno di un’ora. Un fulmine a ciel sereno. 

 cochemermodellwikipedia Un tribunale di famiglia, per il Sopra e il sottoceneri, composto di giuristi e professionisti con competenze specifiche (psicologi, mediatori, operatori sociali ecc.). A chiederne l’istituzione è un’iniziativa parlamentare presentata dai deputati dei Verdi al Gran Consiglio in vista dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni federali sulla protezione degli adulti e sul diritto delle persone e della filiazione. La riforma del diritto della tutela scatterà col 1° gennaio 2013.

Da: www.tio.ch 22.7.11

LONDRA - È sopravvissuto a numerosi attentati alla sua vita, ad accuse false di frode da parte delle autorità russe e ha vinto importanti cause per diffamazione a Londra. Ma nulla ha potuto salvare Boris Berezovsky, l'oligarca russo in esilio nel Regno Unito, dalle furie della sua seconda moglie Galina.

 

Oggi la 51enne, separata dal miliardario da 15 anni, si è aggiudicata il divorzio più lucrativo della storia legale britannica: Berezovsky le dovrà versare fino a 100 milioni di sterline (133 milioni di franchi), più del doppio dell'ultimo accordo di divorzio, quello tra il magnate delle assicurazioni John Charman e la moglie Beverley, alla quale erano andati 48 milioni di sterline.

Galina e Boris si conobbero nel 1981, quando Berezovsky era un professore di matematica a Mosca e guadagnava 60 sterline al mese, ma si sposarono soltanto nel 1991, dopo che Boris ottenne il divorzio dalla prima moglie, Nina. Dopo la separazione circa tre anni dopo, Galina ha tuttavia seguito il marito a Londra, dove vive con i figli a Kensington, in una grande casa con vista su Hyde Park. L'oligarca 64enne vive invece a Wentworh Park, una lussuosa residenza di campagna nel Surrey che divide con la sua compagna da 15 anni, Yelena Gorbunova, 42 anni e i loro due figli.

Secondo i documenti legali, a spingere Galina a chiedere finalmente il divorzio pare sia stato il "comportamento non ragionevole" del marito. A quanto pare, Galina si sarebbe infuriata dopo che alcuni giornali avevano descritto Yelena come la "moglie" dell'oligarca.

ATS

 

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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