Istituire un’ulteriore figura istituzionale «non appare opportuno».
Di conseguenza il Consiglio di Stato (CdS) invita il Gran Consiglio a
respingere la mozione di Norman Gobbi, Lorenzo Quadri e Donatello Poggi.
I tre deputati leghisti chiedevano l’introduzione di un ombudsman che
si occupi di tutelare e di garantire i diritti del padre in caso di
divorzio. Lo Stato «dispone di diversi strumenti per gestire le conseguenze dei divorzi»:
strumenti giuridici (norme specifiche nel Codice civile e nel Codice di
procedura civile); strutture forensi (Preture, Commissioni tutorie
regionali); istituzioni sociali pubbliche e sostegno a enti privati
(Ufficio delle famiglie e dei minorenni, Ufficio del tutore ufficiale,
Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostruite, consultori
matrimoniali famigliari, eccetera). Dunque, conclude il CdS, esistono
già un coordinamento e un’ampia collaborazione fra diversi enti, servizi
e figure professionali e istituzionali chiamate in gioco in caso di
divorzio.
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Videointervista del 19.3.2010 all'On. deputato Donatello Poggi sulla mozione parlamentare
(Link diretto al verbale ANNO 2007/2008 seduta XXIX: lunedì 17 dicembre 2007 - pomeridiana - pagine 2435 e 2436)
Di seguito il testo della mozione della Lega dei ticinesi a favore dei padri separati e divorziati.
MOZIONE
Pari opportunità… anche per i padri!
del 17 dicembre 2007
Da anni assistiamo a un processo che ha solidamente migliorato la
condizione femminile in ambito di pari opportunità, ma soprattutto della
tutela femminile nelle normative di diritto di famiglia.
Una tutela che oggi – in taluni casi – si rivela una prevaricazione nei
confronti dei consorti e dei padri. Infatti, il diritto vigente in
materia di famiglia (divorzio, affidamenti, eccetera) ha segnato diversi
punti in cui il diritto degli ex mariti e padri appare messo in
discussione.
Significativo l'importo non escusso per gli alimenti, che ha – ancora
di recente – infiammato le discussioni in vista del Preventivo 2008 per
l'anticipo da parte dello Stato. Citiamo ad esempio un caso reale dove a
fronte di un stipendio mensile netto di 5'200 franchi, sono versati
2'020 franchi per il figlio in affidamento alla madre (dal tredicesimo
anno sino alla maggiore età o alla conclusione degli studi) ai quali
vanno aggiunti 400 franchi per l'ex moglie. Su 5'200 franchi di
stipendio, ben 2'420 se ne vanno in alimenti!
Per motivare le nostre osservazioni citiamo i seguenti punti, dove a
nostro modo di vedere la condizione maschile in Ticino è prevaricata: