Da: CdT, 14.2.12 pag 11
Avvocati
L'affiliazione all'Ordine non sarà più coattiva
Via libera alla revisione della Legge ma senza la modifica dello statuto giuridico: resta la corporazione di diritto pubblico
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L'Ordine degli avvocati del Cantone rimarrà una corporazione di diritto
pubblico, ma non vi sarà più l'affiliazione coattiva per chi esercita
la professione in Ticino. Lo ha deciso il Parlamento dando luce verde,
non senza discussioni, alla revisione totale della Legge
sull'avvocatura. La maggioranza del plenum, alla fine, ha sposato la
posizione del Governo, annullando la proposta maturata in sede di
Commissione della legislazione di modificare lo statuto giuridico
dell'Ordine degli avvocati e tesa a trasformare
quella che finora è
stata una corporazione di diritto pubblico in una normale associazione
di diritto privato. Il plenum si è diviso, ma alla fine l'ha spuntata un
emendamento di Christian Vitta (PLRT) e Fiorenzo Dadò
(PPD) per il mantenimento dello status quo, approvato
con 41 sì
(PLRT, PPD) contro 31 no (UDC, Lega, Verdi e qualche socialista) ed 8
astenuti. Luce verde pure all'emendamento
di Michela Delcò Petralli
(Verdi) per far sì che i due membri chiamati tra gli avvocati a far
parte della Commissione dell'avvocatura non siano nominati solo su
precisa proposta dell'Ordine degli avvocati (considerato anche il
decadimento dell'obbligo di affiliazione).
Al di là della revisione
di legge in sé - che prevede fra l'altro la delega di diverse
competenze oggi dell'Ordine alla Commissione
per l'avvocatura - a
tenere banco è stata la questione della forma giuridica dell'Ordine
degli avvocati: l'ipotesi di rinunciare allo statuto vigente ha fatto
storcere il naso ad alcuni deputati, in particolare tra le fila di PLRT e
PPD. A nome del primo, Roberto Badaracco
ha detto che «non ha senso azzerare quanto costruito in 30 anni di
collaborazione tra Stato, autorità giudiziaria ed avvocati. È falso
dire che l'Ordine tocca solo interessi privati». Badaracco (e con lui
altri lo hanno ribadito) ha fatto notare che in Ticino godono di questo
statuto anche gli ordini dei medici, dei
farmacisti, degli ingegneri e architetti: «Anche quello degli avvocati
svolge attività d'interesse pubblico». Daniele Caverzasio
per la Lega ha rimarcato che il clima creatosi attorno al tema è di
«guai a chi tocca... sembra un grido del corporativismo ticinese». Ma
in fondo, ha concluso, «è un non problema: gli altri Cantoni non hanno
la corporazione di diritto pubblico per gli avvocati». Maurizio Agustoni
, per il PPD, ne ha invece difeso l'opportunità, rilevando che «il
rapporto commissionale è espressione di un mal di pancia verso la
categoria che può essere capito ma lascia perplessi quanto ad
oggettività».
Critico ed anche controcorrente in quanto avvocato, l'intervento dell'ecologista Michela Delcò Petralli
, a favore del mutamento.
«L'Ordine era vecchio e poco frequentato,
ci è sempre apparso troppo ingessato e gestito in famiglia. Per la
maggior parte di noi è solo una fastidiosa tassa annuale da pagare». Dal canto suo, Eros Mellini
a nome dell'UDC ha rilevato che «lo statuto di corporazione di diritto
pubblico non ha più senso dal momento che decade l'obbigo di
coattività». «Rinunciare a questo statuto significherebbe
rinunciare a
un interlocutore
stabile e rappresentativo» ha obiettato Luca Pagani (PPD); «i motivi per mantenere questa forma sono più che sufficienti» ha aggiunto Carlo Luigi Caimi (PPD).
Meno profilata la posizione del Governo espressa dal direttore delle Istituzioni Norman Gobbi
: «La scelta di confermare
la corporazione di diritto pubblico è
dettata dalla volontà di mantenere una linea con la tradizione e con la
storia, non tanto perché vi sia un valore aggiunto che faccia la
differenza». Il relatore Angelo Paparelli (Lega), difendendo le scelte operate dalla Legislativa, ha invece invocato «un'anomalia che non ha più ragione d'essere». R.L.


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