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Da: Corriere del Ticino, 29.03.08, pag 12

Famiglia ucraina «Un caso umano senza precedenti»


Clandestini e lettere a Ber­na: il Governo risponde a Lorenzo Quadri (Lega)


« Il ruolo dell’autorità politica è anche quello di rappresentare e sostenere la sensibilità della po­polazione ticinese in una vicenda (...) che avrebbe potuto avere un epilogo drammatico». È uno de­gli argomenti sollevati dal Gover­no, sollecitato da un’interroga­zione del granconsigliere Loren­zo Quadri (Lega), per motivare la decisione di scrivere il 30 genna­io scorso alla Consigliera federa­le Eveline Widmer-Schlumpf chiedendo di essere coinvolto nella procedura federale riguar­dante il futuro della famiglia ucraina salvata sul monte Lema e destinata ora in Vallese. Ai dub­bi di Quadri sulla parità di tratta­mento tra questo e altri casi, il CdS risponde che è stato «un ca­so particolare, che non ha lascia­to nessuno indifferente».

Da: Corriere del Ticino, 29.03.08, pag 9

Stato, sono 367 i doppi redditi Il Governo: «Non è egoismo»


Il Consiglio di Stato ha for­nito i dati di dettaglio sulle coppie sposate che lavora­no per l’ Amministrazione


I casi di doppio reddito nello Stato sono 367, su un totale di 8.343 collaboratori. Lo indica il Governo rispondendo ad un’in­terrogazione del leghista Donatel­lo Poggi. Si tratta di coppie sposa­te formate da impiegati-impiega­ti, docenti-docenti e docenti-im­piegati. Lo statuto d’impiego è di nominato o incaricato e/o ausilia­rio. In 89 casi il salario lordo an­nuo è inferiore a 120.000 franchi, in 46 è tra 120-140.000, in 68 tra 140-160.000, in 64 tra 160-180.000, in 52 fra 180-200.000, in 23 tra 200­220.000, in 14 tra 220-240.000 e in 11 superiore ai 240.000. Il diparti­mento con il maggiore numero di coppie è il DECS, con 212. Il dop­pio reddito, sottolinea comunque il Governo, «non rappresenta, in sé, una forma di egoismo». Il pen­siero che una persona debba ri­nunciare al proprio lavoro in ca­so di matrimonio con un collega «sembra essere poco vicino alle aspirazioni delle persone e alla re­altà della nostra società».

Da: Corriere del Ticino, 28.3.08, pag 7

 Il rinvio di due asilanti costa 160.000 franchi


Problemi amministrativi all’origine dell’esorbitante somma - Nel 2006 ogni rimpatrio è costato in media 8800 franchi - Le persone interessate sono state 383


Il rinvio di due richiedenti l’asi­lo del Ghana, che avevano vista respinta la loro domanda, è co­stata alla Confederazione 160.000 franchi. La considerevole somma si spiega con il fatto che l’ Ufficio federale della migrazione (UFM) aveva pianificato la partenza di sei persone, ma è riuscito a rin­viarne solo due. Nel 2006 il rim­patrio di un richiedente l’asilo con un volo speciale è costato in me­dia 8800 franchi. Le persone in­teressate sono state 383.
« Per il rinvio, avvenuto all’inizio di febbraio, l’ UFM ha noleggiato un aereo privato», ha spiegato il portavoce dell’ Ufficio Jonas Mon­tani. Accanto ai due cittadini del Ghana avrebbero dovuto essere espulse quattro persone della Re­pubblica
democratica del Con­go. Tuttavia poco prima del de­collo, le autorità di questo Stato hanno negato alla Svizzera l’au­torizzazione di atterraggio. Stan­do a Montani, a quel punto un annullamento del volo non avrebbe prodotto alcun rispar­mio. Sull’aereo, accanto all’equi­paggio, vi erano dunque solo i due ghanesi accompagnati da cinque poliziotti.
Nessun rimprovero di cattiva vo­lontà ai congolesi da parte di Mon­tani: «Dato che nella procedura per l’attribuzione dell’autorizza­zione d’atterraggio sono coinvol­te varie autorità, vi sono state com­plicazioni d’ordine amministrati­vo ». I congolesi sono poi stati rim­patriati successivamente.

Da: La regione, 28.3.08, pag 34

Il centralino dell’AI
La preghiamo di pazientare ancora un attimo!!! Grazie!!! Giovedì 21 marzo dalle ore 10:40 alle ore 11:15 ho cercato... di chiamare telefonicamente l’Istituto delle Assicurazioni Sociali con sede a Bellinzona e per la durata menzionata, c’e­ra
un disco, ( ringrazio per la musichetta anche se un po’ monotona) con una voce di donna che mi ha ripetuto, di tanto in tanto, forse ogni 3 se­condi: “ La preghiamo di pa­zientare ancora un attimo. Grazie”. Non mi sembra affat­to un attimo, inoltre dopo 35 minuti d’attesa ho chiuso: la musichetta incominciava a stordirmi e poi troppo ripetiti­va. E così dopo questa, non unica, esperienza di attesa e di tanta pazienza e dopo aver let­to che d’ora in avanti l’AI si oc­cuperà di integrare gli assicu­rati nel campo lavorativo, sug­gerisco ai consulenti di inte­grazione professionale della Spett. AI di non cercare altrove per integrare gli assicurati, non serve fare i salti mortali, il lavoro di integrazione l’avete a portata di mano. Di personale che si occupa di “smistare” le telefonate ne avete bisogno, ec­come che ne avete bisogno. Fa­reste del bene a tanta gente, in tanti vi saranno riconoscenti, (sfido chiunque, qualsiasi con­sulente, a trovare un posto di lavoro per un invalido) special­mente alle persone che hanno passato gli anta, perché, se non lo sapete è molto difficile tro­vare un posto di lavoro dopo questa età e per di più essendo invalidi! Ma per posti come centralinisti presso di voi, que­sto, anzi, non dovrebbe incide­re l’età né l’essere o non essere invalidi. P.S.: e... che non venga in mente a nessuno di replica­re dicendo che ho telefonato durante un periodo festivo, la Pasqua!!!
FRANCESCA MONTI, CADEMARIO

 

 

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