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Caso Donati, nessuna inchiesta sulla fuga di notizie. Il Cds: "Situazione preoccupante"

Da: www.tio.ch 28.10.10

TICINO
Caso Donati, nessuna inchiesta sulla fuga di notizie. Il Cds: "Situazione preoccupante"

BELLINZONA - Riccardo Calastri con una interrogazione sollevava un problema che ciclicamente pone interrogativi sulla etica e sull'opportunità di rivelare l'identità del denunciato e della vittima in relazione a un presunto caso di violenza carnale.
Normalmente, come è avvenuto il caso recentemente di un padre di famiglia che a Como è stato arrestato accusato di avere abusato sulla figlia e di quattro sue amiche, tutte di età compresa tra i 7 e i 12 anni, le generalità dell'indagato non vengono diffuse a tutela delle vittime, che potrebbero essere riconoscibili.

Il gran consigliere Riccardo Calastri del PLRT chiedeva al Consiglio di Stato intendesse avviare una inchiesta in relazione alle fughe di notizie nel caso rivelato dalla TSI il 13 settembre 2010. Il nome del medico locarnese, Riccardo Donati, accusato di violenza carnale e poi scarcerato il 14 ottobre, fu reso noto e diffuso mezzo stampa .

Il Consiglio di Stato ha risposto in data 19 ottobre spiegando che "dai dati raccolti, è emerso che le informazioni sono state accessibili a un numero elevato di persone, funzionari del Ministero pubblico e della Polizia cantonale, diretti interessati ed eventuali parenti o consulenti, personale medico e paramedico coinvolto nel caso. Di conseguenza - si legge nella risposta - non è possibile identificare la fonte delle notizie giornalistiche e determinare se esse provengano da una persona tenuta al rispetto del segreto d'ufficio. Inoltre, la protezione della fonte del giornalista, prevista dalla legge, non permette l'adozione di provvedimenti coercitivi per l'identificazione dell'informatore e per stabilire se esso sia o no tenuto al rispetto del segreto d'ufficio".

Calastri poi ha chiesto in che modo intende agire il Consiglio di Stato il fenomeno delle fughe di notizie dalla Magistratura. In questo caso il Governo ammette la sua preoccupazione. Il fenomeno crea problemi sia "dal profilo del segreto istruttorio sia della tutela delle persone coinvolte nei procedimenti penali. Essa dipende però anche dalle esigenze di accessibilità dei dati all'interno del Ministero pubblico e della polizia cantonale, come peraltro è già stato messo in evidenza in precedenti occasion"i.

Il Governo ricorda poi che dal 1° gennaio del 2011, con l'arrivo della nuova legge la vittima sarà protetta in modo rigorosa: In questo'ottica, infatti, l'art. 74 cpv. 4 del Codice di diritto processuale penale svizzero stabilisce che qualora sia coinvolta una vittima, le autorità e i privati possono, al di fuori di una procedura giudiziaria pubblica, divulgarne l'identità l'identità o informazioni che ne consentano l'identificazione soltanto se la collaborazione della popolazione è necessaria per far luce su crimini o per la ricerca di indiziati, oppure se la vittima o, se deceduta, i suoi congiunti, vi acconsentono".
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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