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Escissione, genitori condannati

Da: La regione, 27.06.08, pag 7

<>Escissione, genitori condannati
Due anni sospesi a una coppia di somali per la mutilazione genitale ai danni della figlia


Zurigo - Due anni di prigione con la condizionale per istigazione a lesioni gravi. È questa la condanna inflitta ieri dal Tribunale cantonale di Zurigo a una coppia di somali che dodici anni fa sotto­posero una figlia, oggi quattordicenne, all'escissione del clitoride.
Come attenuante la corte ha ricono­sciuto che i coniugi, entrambi 45enni, non erano consapevoli all'epoca dei fatti che una tale pratica fosse punibile in Svizzera. Il tribunale ha seguito la ri­chiesta di pena del procuratore, il quale ha sottolineato che oggi la famiglia è molto meglio integrata: una pena deten­tiva per i genitori avrebbe finito per pu­nire anche la vittima, che vive con loro. Giunti dalla Somalia negli anni ‘90, i genitori hanno riconosciuto di aver fatto praticare l'escissione sulla figlia nel 1996 al loro domicilio nell'Oberland zurighe­se. I coniugi hanno assicurato in aula di aver imparato molto e di essere ora con­sapevoli che le mutilazioni genitali fem­minili non sono imposte dall'islam, la loro religione. La coppia ha avuto in que­sti anni altre due figlie, che non hanno subito mutilazioni sessuali. La vicenda era venuta alla luce lo scorso mese di set­tembre, dopo che un medico aveva visi­tato la ragazza e, avendo constatato la mutilazione, ha informato le autorità tu­torie, che hanno sporto denuncia.
Secondo l'Unicef, l'organizzazione del­le Nazioni Unite per l'infanzia, si è trat­tato del primo procedimento penale per una mutilazione genitale avvenuta in Svizzera. Due settimane fa la magistra­tura friburghese ha condannato la sorel­lastra di una 13enne vittima di escissio­ne a sei mesi di prigione con la condizio­nale. In questo caso però la mutilazione genitale della giovane, in Svizzera dal­l'età di tre anni, era stata effettuata in Somalia, suo paese d'origine, quando la bambina, che oggi vive nel canton Fri­burgo, era stata momentaneamente riaf­fidata alla madre. L'Unicef valuta che in Svizzera vivano oltre 6'000 donne che hanno subìto la clitoridectomia. La mag­gior parte proviene dal Corno d'Africa: Somalia, Etiopia ed Eritrea. Nel mondo sono circa 130 milioni le donne e bambi­ne escisse. Le mutilazioni genitali fem­minili si dividono in quattro categorie. Ai sensi del codice penale svizzero, due di esse, l'escissione e l'infibulazione, sono considerate lesioni gravi, un reato per il quale sono previste pene fino a die­ci anni di carcere. ATS




L'escissione è praticata in particolare nei paesi del Corno d'Africa KEYSTONE

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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