TI-PRESS I processi penali e la nuova procedura
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Il 2011 si avvicina, il tempo stringe. E così a tre giorni dalla
votazione popolare che ha sancito il mantenimento dei giurati nelle
corti penali ticinesi, anche dopo l’entrata in vigore – il 1° gennaio –
della procedura penale unificata sul piano federale, il governo vara
all’indirizzo del Gran Consiglio un messaggio in cui prospetta « una soluzione provvisoria ». All’insegna dello statu quo, con qualche piccolo cambiamento dettato dal nuovo codice.
Dunque una soluzione transitoria – spiegata in quattro pagine – per far sì, afferma il Consiglio di Stato, « che pure dopo il 1° gennaio 2011 il Tribunale penale cantonale possa giudicare mediante l’intervento dei giurati
». E questo conferendo la necessaria base legale, ovvero riattivando e
precisando le disposizioni della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(Log) concernenti i giudici popolari, disposizioni che il parlamento
aveva soppresso nei mesi scorsi.
L’Esecutivo propone in sostanza di ‘prolungare’ la situazione
vigente, che alla fine di quest’anno sarebbe venuta meno se domenica
(anche) i cittadini avessero decretato la cancellazione della figura del
giurato accogliendo la modifica, caldeggiata dal governo e dalla
maggioranza del Gran Consiglio, della Costituzione cantonale. E
preannuncia l’uscita « in un secondo tempo » di un messaggio « per la modifica in via definitiva » della Log. In quel contesto « si esaminerà la composizione più appropriata delle corti giudicanti penali »: in particolare « si
tratterà di definire il numero degli assessori-giurati, di stabilire in
quali processi dovranno o potranno intervenire e di decidere se essi
parteciperanno anche nei processi di appello ». La futura Corte di
appello e revisione penale procederà praticamente, in caso di ricorso,
al rifacimento del processo di primo grado. Dal Consiglio di Stato i
suggerimenti per rendere a tutti gli effetti compatibile l’istituto del
giurato col codice federale sono attesi per i primi mesi del prossimo
anno.
Ora però occorre rispettare la volontà popolare e quindi la
scadenza del 1° gennaio. Di qui la “soluzione provvisoria”, sotto forma
di Decreto legislativo urgente. Se approvato dal Gran Consiglio, non
sarà possibile contestarlo tramite referendum. Il messaggio licenziato
ieri, munito della clausola dell’urgenza, è già sotto la lente della
commissione della Legislazione (vedi articolo sotto). Approderà al
plenum nell’ultima seduta parlamentare dell’anno, che si aprirà il 13.
Nel documento il governo indica le norme della Legge sull’organizzazione
giudiziaria da riprendere ed eventualmente rimodellare riguardanti la
figura del giurato, rimossa lo scorso aprile dal parlamento, ritenendola
non più consona alle esigenze della nuova procedura penale, quando si è
pronunciato sugli adattamenti ticinesi al codice federale.
Numero e nomine da congelare
Nel progetto di decreto legislativo viene ancora usata « la
denominazione di “assessore-giurato”, anche se in realtà la nuova
funzione non è più quella del giurato classico ma si avvicina a quella
del giudice non giurista », premette il Consiglio di Stato.
In base alle regole che scatteranno col 1° gennaio in tutta la
Svizzera, ricorda il governo, il giurato dovrà partecipare pure alla
fase predibattimentale. Una fase che precede il processo vero e proprio e
che include fra l’altro « l’esame degli atti » e « la decisione sulle questioni pregiudiziali e incidentali ».
Oggi i giudici popolari sono circa quattrocento. Scrive in proposito l’Esecutivo: « Poiché
il numero di assessorigiurati in carica è elevato e le disposizioni di
carattere urgente hanno una validità massima di un anno, in attesa di un
esame più approfondito su tale istituto, reputiamo che il Gran
Consiglio in questa fase possa anche rinunciare a effettuare elezioni ». Ad esempio per rimpiazzare i dimissionari. « Si tratta comunque di una decisione di competenza del parlamento ».
Corti, un membro in meno
La “soluzione provvisoria” contempla tuttavia qualche novità. Una
di queste tocca la composizione delle corti. Secondo l’attuale
procedura penale ticinese, annota il governo, « nelle Assise
criminali vi sono cinque giurati che, sommati ai tre giudici, portano a
otto il numero di membri della corte giudicante ». Il codice federale esclude però la possibilità « di una corte composta di un numero pari di membri ». Ragion per cui va modificato, ossia ridotto, « il numero di assessori-giurati ». Da cinque a quattro, propone il Consiglio di Stato: i giudici popolari « costituirebbero comunque la maggioranza della corte, nello spirito dell’istituto dei giurati
». Stessa riduzione – di un giurato – anche per per le corti
correzionali. Le quali sarebbero così formate da un giudice e da due
assessori-giurati (oggi tre).
Presenza obbligatoria e non
In virtù della procedura odierna, si rammenta inoltre nel messaggio, « le
Assise criminali, nelle quali la presenza dei giurati è obbligatoria,
giudicano i reati per i quali il procuratore pubblico propone una pena
detentiva superiore a tre anni, mentre le Assise correzionali, in cui le
parti possono rinunciare alla presenza dei giurati, giudicano i reati
per i quali il pp propone una pena superiore a tre mesi fino a tre anni ». Ma la procedura penale federale, osserva il governo, « pone una delimitazione inferiore ». E cioè: « Nel
caso di proposta di pena detentiva fino a due anni, il tribunale può
giudicare nella composizione di un giudice unico, mentre nei casi in cui
la proposta di pena detentiva supera i due anni, il tribunale deve
essere collegiale ». Per riprendere in questa fase transitoria « il più fedelmente possibile » le vigenti disposizioni cantonali sui giurati, il Consiglio di Stato suggerisce « di
rendere facoltativa la partecipazione degli assessori-giurati anche nei
processi davanti alla corte criminale quando il procuratore pubblico
propone una pena fino a tre anni ». Sarà insomma possibile rinunciare ai giudici popolari.
Sorteggio dei giurati. Secondo il decreto elaborato dal governo, il presidente della corte avvierà la relativa procedura « non appena avrà ricevuto l’atto d’accusa ». Questa, si sottolinea nel messaggio, « è la novità di rilievo imposta dalla procedura penale federale », la quale stabilisce « che
la corte giudicante deve essere designata all’inizio della procedura
dibattimentale di primo grado, che comincia con il deposito dell’atto
d’accusa davanti al tribunale penale ». Pure il sorteggio dei supplenti dovrà essere fatto « subito dopo le ricuse e non al momento dell’apertura del dibattimento ».
Infine: dato che dal 1° gennaio il giudice popolare sarà più impegnato di ora, agli assessori giurati « dovrà essere accordata anche l’indennità per la partecipazione alla fase predibattimentale e per l’esame dell’incarto ».